La figurina: la storia di un mito

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Se hai letto il titolo di questo articolo e stai già immaginando un racconto che inizi, diciamo così, nel corso del ‘900 posso già sconvolgere i tuoi pensieri: la storia della figurina è ben più lunga di quello che potresti pensare!

Ti dirò di più, non è soltanto più lunga, ma più affascinante di quanto sia lecito immaginare perché le figurine come le conosciamo erano nate per ben altri motivi.

Ma andiamo con ordine, non abbiamo fretta!

Scopriamo insieme quando è nata la figurina, come si è diffusa in Europa e soprattutto in Italia. Qui giochiamo in casa, è un po’ quindi anche la nostra di storia!

La storie delle figurina

Un’origine… nobile

Per quanto ci riguarda non poteva che essere così: la figurina è per forza una forma comunicativa nobilissima nel senso più elogiativo del termine. Ma noi siamo di parte, vero.

Eppure l’usanza di raccontare una serie di soggetti e, appunto, collezionarli parte dal diciassettesimo secolo in uno dei palazzi reali d’Europa, per la precisione nei corridoi dove un piccolo Luigi XIV impazziva per una colleziona che volle far stampare sul tema della vita di corte, fra oggetti, danze e i volti dei grandi regnanti del tempo. Per giunta a stamparli fu uno un bottegaio italiano, il tipografo Stefano della Bella a Firenze nel 1644. La passione nostrana per queste immagini si spiega forse così?

Finché arrivò la figurina moderna

Per come siamo abituati a conoscerla, invece, la figurina arriva un paio di secoli più tardi. E fu rivoluzionaria!

A quanto pare allora avevano già capito l’enorme potenziale come strategia di marketing che nascondeva in un’anima comunicativa ed espressiva unica. Quelle che non erano ancora adesive, ma semplici cartoncini raffiguranti immagini, sapevano tenere incollati già i piccoli bambini che accompagnavano le mamme ai grand magazzini Au Bon Marché nella Parigi del 1866. Il signor Aristide Boucicaut, il proprietario del negozio, si fece furbo e aguzzò l’ingegno. Come costringere i propri clienti a tornare da lui senza apparire un volgare venditore da quattro soldi ma, anzi, divertendo il pubblico? Caso vuole che il giovedì i piccoli francesi non avessero scuola e accompagnavano quindi le mamme a fare compere. Il buon Aristide fece 2+2 e iniziò a distribuire figurine ai bambini con la promessa di darne una seguente se fossero tornati il giovedì successivo. E si sa… una collezione non può rimanere a metà! La trovata di marketing non dovette fare piacere alle mamme che si vedevano costrette a tornare e tornare, pena sentire pianti e lamentele dei figli. Geniale!

La capacità di farsi pubblicità inizio da subito a circolare e ad essere copiata dagli imprenditori di tutto il mondo, impazienti di sfruttare questa calamita per clienti! In America come in Europa, dove l’Italia non era da meno.

Fu comunque in Germania che la nostra storia vede iniziare il secondo capitolo, fra gli stabilimenti dell’estratto di carne Leibnig: oggi da tutti considerate fra le figurine più rare al mondo!

Le rarissime figurine Liebig

Crediti | William Verzellesi [CC BY-SA 3.0 ], via Wikimedia Commons

Quando le innovazioni tecniche permisero di migliorare i processi produttivi e velocizzarne la realizzazione, le figurine iniziarono ad essere usate dalle più grandi aziende. Appunto dalla Leibnig, come negli USA da quella che divenne ben nota come la Topps Company o, dalle nostre parti, da Perugina e Buitoni soltanto per citarne un paio, come poi le celebri prodotte in serie dalla Lavazza.

Tuttavia la figurina era ancora qualcosa di accompagnamento ad un prodotto. Non la “Figurina”, con la f maiuscola come diremmo oggi. Serviva a convincere l’acquisto d un prodotto, non era essa stessa il prodotto. Ancora.

Poi divenne la Figurina

È a partire dalla metà del ‘900 che le cose iniziarono a cambiare, gli anni cinquanta sconvolsero letteralmente il paradigma dominante sulla figurina come supporto di marketing ad un bene o prodotto.

Diventando la protagonista.

Fra i primi a commercializzare le bustine da sole ci fu Edizioni Astra che appassionò gli italiani con una collezione dal titolo ‘Animali di tutto il mondo’.

Ma nella memoria collettiva figurina è la Panini e la storia delle figurine è un po’ anche la storia delle figurine Panini sulla scia del successo incredibile avuto dalla celebre raccolta Calciatori che va avanti ormai dagli anni sessanta.

Non stupisci, infatti, che proprio nella paninissima Modena abbia sede il Museo della Figurina, una vera meta di pellegrinaggio per gli appassionati di collezionismo.

Da vezzo dei nobili a strategia di marketing, la figurine sono diventate il collezionismo per antonomasia dallo sport sino ai programmi televisivi e cartoni animati. Capaci di emozionare i bambini che crescendo hanno continuato a trasmetterne il messaggio, quel brivido di sogno mentre si apre una bustina e si urla quel celo, questa celo e questa mi manca! Non conosciamo nulla che sappia unire grandi e bambini con così tanta semplicità… in appena 4,9 cm per 6,5 cm. Così piccola, eppure così immensa!

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Per noi di Figurine Italia è anche molto di più, in realtà.
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Francesco Trocchia
Francesco Trocchia
Nomade Digitale, vedo con i miei occhi e cerco di descriverlo a parole mie. Sono un Web Editor e mi occupo di Social Media, ma soprattutto rimango particolarmente impegnato nel vivere.
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